Un pensier ribelle in cor

Volevo raccontare di come è iniziato il mio percorso insieme alla libera compagnia, perchè nel raccontare la premessa, si può intuire chiaramente come arti e mestieri sia “un luogo” da salvaguardare e proteggere e dove salvaguardia e protezione debbono per forza passare dalla sperimentazione e dalla creatività.

Mi hanno detto che farò un colloquio con Andrea Marchesi, per capire come poter essere impiegato in coop, questo so quando una mattina primaverile del 2006 mi presento in via Labriola.

Va da sè che arrivando dalla provincia e avendo un curriculum lavorativo, che parla di carrozzerie, magazzini di frutta, fabbriche di tubi di plastica, addirittura acciaierie, inquadrare e farmi il pensiero di cosa significhi “capire come poter essere impiegato” non è del tutto scontata come informazione.

Infatti, fin dal primo dei tre colloqui(dedicatomi dalla cooperativa per capire il mio “posto”) rimango piuttosto spiazzato da quel folletto di Andrea, che con fare birichino e curioso, mi chiede in maniera semplice e diretta, quali penso che siano le mie competenze e i miei limiti rispetto al lavoro svolto negli anni precedenti al CBM, nella comunità di pronto intervento 24h. Io rimango ancora di più, spiazzato intendo, quando di fronte alla mia confusione, mi dice “guarda facciamo una cosa, rivediamoci tra un paio di settimane e nel frattempo ti prepari una bella lista di cose che hai fatto, che ti sarebbe piaciuto fare o che non avresti voluto fare”.

Uscii dagli uffici, convinto che oramai fossi spacciato…io a lavoro ad arti e mestieri, non ci sarei mai andato.

Bè ovviamente il risultato fu ben diverso, due anni di totale libertà di pensiero, di totale libertà creativa nella progettazione e cosa ancora più preziosa nella realizzazione. Due anni passati tra C.A.G Odissea, educativa di strada, ottimizzazione del consumo e riduzione del danno, laboratori di educazione alle emozioni, incontrando a più riprese P.A.R.A.D.A e il teatro dell’oppresso e relazionandomi con i “colleghi di lavoro” più interessanti ed eterogenei della mia vita.

Sono passati 11 anni da quando non faccio più parte della famiglia, ma in questi 11 anni non è passato un solo giorno senza che gli “strumenti” acquisiti non mi abbiano accompagnato e soccorso nei più disparati e disperati momenti. Sono passati 11 anni, io ero arrivato subito dopo i festeggiamenti per i dieci…..siamo ai 25.

Immaginarmi di come siete andati avanti può farmi solo bene, immaginarmi a quante persone (lavoratori e utenti) avete trasmesso consapevolezza, conoscenza e sostegno può fare, a noi tutti, solo aumentare il livello di speranza, quella speranza tanto bistrattata e tanto “persa” nell’attualità.

Solo per questo meritiamo di festeggiare tutti insieme i 25 anni, sapere che poi i motivi plausibili  siano altri 1000…beh allora, per rispetto ed educazione bisogna arrivare preparati.

Ognuno ovviamente saprà come prepararsi….io per la cronaca, arriverò come sempre con la mia copia della rivista “A” sotto braccio e “un pensier ribelle in cor”.

Gianluca

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